Il Nostro Stemma


Fammi conoscere, o Maria, 
Madre carissima 
tutto l'Amore con il quale 
Dio mi "perseguita", 
affinché nella vita possa realizzare 
il tuo "Eccomi"di Creatura 
affamata di Assoluto.
Solo così sarò sicuro 
che raggiungerò su questa
terra  la vera perfezione
per poi possedere 
in eterno Coluiche mai conosce tramonto. Amen!

Annunciazione


Da una meditazione del Card. Anastasio Ballestrero

UN "FIAT" CHE CI COINVOLGE


In un giorno della storia, Dio informa Maria di ciò che ha compiuto in lei; questa creatura limpida e incontaminata riceverà la visita di un angelo che la saluterà: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te!”.
A un simile annuncio la Vergine immacolata, che il Signore ha custodito per questo giorno, trasale di esultanza e nello stesso tempo di timore e tremore, tanto più che l’angelo, mentre le rivela la sua condizione di piena di grazia, le dice anche perché è tale: il Signore è con te perché tu sarai la madre del suo Figlio. Di fronte a questa parola che non comprende, Maria vuole una spiegazione e la chiede e l’angelo aggiunge luce a luce dicendo: “Lo Spirito Santo ti colmerà, chi nascerà da te sarà il Salvatore”.
La spiegazione è più misteriosa dell’annunzio, perché il traboccare dello Spirito in lei fino a renderla madre è inaudito, è umanamente senza senso, senza coerenza storica e senza confronto alcuno. Maria, ascoltando l’angelo che ribadisce la volontà dell’Altissimo, continua a non capire ma crede e questa fede nella volontà del Padre, nel disegno dell’Eterno è il principio dell’incarnazione. La Madonna vive finalmente la pienezza di grazia nella quale è stata concepita, dicendo all’angelo quel “Sì” pieno di fede che nella storia del mondo è uno dei consensi più fondamentali e più preziosi: “Si faccia di me secondo la tua parola”.
Non era mai accaduto che una creatura dicesse a Dio un “Fiat” come quello di Maria e non accadrà mai più, perché quel “Fiat” segna un momento nuovo, il momento nel quale tra i figli dell’uomo compare il Figlio di Dio e nella storia dell’umanità si fa presente colui che la salverà liberandola dal peccato, santificandola con la divina figliolanza e riconducendola alla gloria del cielo. Tutto questo per il “Fiat” pieno di fede di Maria.
Maria dunque ci appartiene, è presente nella storia dei salvati e non c’è redento che le sia estraneo, che non partecipi a quel “Fiat”, che non venga ricolmato di quella pienezza di grazia di cui la Madonna benedetta è partecipe per divina elargizione, ma di cui è certo maternamente prodiga verso tutti coloro che Cristo le ha affidato come figli.

Noi potremmo pensare che la maternità divina rapisse nell’estasi la Madonna, la facesse uscire dalla realtà e la calasse in sovrumani pensieri e in sovrumane profezie. Ma non è così: il Vangelo racconta che la Vergine annunziata, in gran fretta e con molta sollecitudine partì da Nazareth e andò a visitare la cugina Elisabetta. Questa frettolosità, questa sollecitudine, questa preoccupazione dell’aiuto da rendere è la prima reazione umana di Maria allo sconvolgente mistero che l’ha raggiunta e che porta nel segreto del cuore. Solo Dio sa che con Maria c’è ormai una parentela inesprimibile e abissale; è la Madre del suo Figlio.